TEA - L' ultima estate

Il Libro

L' ultima estate

L' ultima estate

La toccante testimonianza di una donna che affida alla parola l'estrema resistenza contro la malattia e lo sfinimento della vita

Da dove arriva la voce di Zeta? Apparentemente dal luogo più inabitabile e muto: la malattia, in quel punto estremo che toglie possibilità, respiro, futuro. Ma è solo apparenza: questa voce proviene dal nucleo più irriducibile e infuocato della vita. Che non tace, non cessa di guardare e amare. E anzi, comincia qualcosa: a scrivere. Con una lingua nitida, a tratti feroce, mai retorica, attraversata da una vena di sarcasmo che non concede nulla alla pietas, l'autrice affronta il più evitato degli argomenti: la sofferenza. Mai, lungo queste pagine, si può dimenticare che è malata, gravemente. Però basta uno spiraglio della finestra in cucina a far entrare un platano o un merlo. C'è una Gatta fedele, indulgente, comprensiva. C'è una esistenza verso cui ' Zeta non lo direbbe mai e certamente si rifiuta perfino di pensarlo ' si può nutrire un orgoglio felice. Segnata com'era, ora finalmente appare bella. E piena di sogni, ricordi, fantasmi, di intelligenza. Non degenera: può sfidare il peso dei rimorsi del passato e l'orrore dei sintomi di oggi, ironicamente e fieramente: «Dicono che si nasca incendiari e si muoia pompieri. A me è successo il contrario: brucerei tutto, adesso». Lo fa in questo libro singolare: piccolo auto da fé e magnifico inno alla vita che era ed è.
Marino Sinibaldi

Nel 2009, vincitore del Premio Campiello/Opera prima, del Premio Cesare Lollis e finalista al Premio Strega.
autore
Vighy Cesarina
collana
TEADUE
dettagli
libro - brossura
su licenza di
Fazi Editore
ISBN
9788850228898

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la stampa

  • «Una scrittura animata da una giovanile spigliatezza e baldanza.», Lorenzo Mondo, TTL La Stampa
  • «Una sapienza nel raccontare il gusto della vita che autori più spirituali non troveranno mai'», Daria Bignardi, Vanity Fair
  • «Un romanzo autobiografico e intesno che cristallizza attimi e li trasforma in poesia.», Matteo Sacchi, Il Giornale
  • «Lacerante, ironica e feroce, dolorosamente spiazzante, solitaria ed estrema.», Renato Minore, Il Messaggero
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