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ANNA SARTORIO
L'Arca di Nina
STORIE VERE
Esperienze 38; pp. 248;
Sesta edizione
Euro 8,00
ISBN 88-502-0388-8
Prima edizione 2003
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Torino, 16 giugno 2000: Nina viene al mondo alla 26a settimana di gestazione. Pesa 700 grammi, ed è immediatamente ricoverata in Terapia Intensiva Neonatale. Dentro un’incubatrice – la sua «Arca» –, è tenuta in vita da un apparecchio di ventilazione che, attraverso un sondino inserito nel naso, le spinge aria nei polmoni; un catetere nell’ombelico la nutre e ha monitor, sonde, tubi e aghi dappertutto. Sua madre Anna, per oltre 70 giorni, le sta accanto, le parla, l’accarezza, mentre Nina supera un’emergenza dopo l’altra. Il 26 agosto 2000, finalmente, Anna e Nina possono andare a casa insieme: le condizioni della bambina si sono stabilizzate. Ma la loro battaglia per la vita non è ancora conclusa...
Dei tre reparti della Terapia Intensiva Neonatale – Intensiva, Semi-Intensiva e Minima – Nina era stata ricoverata in quello destinato ai prematuri più gravi. L’Intensiva, appunto… «Stai calma, Anna. Non poteva capitare in un posto migliore. È tutto organizzato, tutto perfetto».
Tutto perfetto. Tutto perfetto. Chissà perché, allora, appena l’ho vista non mi sono più sentita al sicuro. Mi sono avvicinata all’incubatrice di Nina e dentro di me è esploso un urlo. C’era un artiglio che mi graffiava; mi strappava via la carne. C’erano stupore, paura, incredulità, strazio, impotenza e senso di colpa, e non capisco come abbia potuto semplicemente mettermi a piangere, perché il dolore faceva tali e tante acrobazie che il solo pianto non bastava a esprimerle tutte.
Drammatico, intenso e lucidamente scandito da informazioni e dati, L’Arca di Nina è una storia di sopravvivenza. È la cronaca sincera, fino in fondo, di una furiosa battaglia per la vita: quella di una donna che era convinta di poter avere tutto – famiglia, lavoro, mille interessi... un’altra gravidanza serena –, e quella della sua secondogenita, nata troppo presto, con i polmoni, il cuore, il cervello formati soltanto a metà. Un testimonianza forte, una voce che ci cattura, e che talvolta ci fa anche sorridere, raccontandoci di un altro mondo, di persone, situazioni e luoghi pressoché sconosciuti. Un libro, una storia, una donna coraggiosa e la sua piccola guerriera che non potremo dimenticare facilmente.
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| LA STAMPA |
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«Scritto con la precisione di una cronista e l’amore di una madre.» Io donna, Corriere della Sera
«Lo stile, nitido e impietoso, tocca i nervi del lettore come un bisturi: ma il libro è anche la testimonianza di una piccola impresa eroica, che si svolge nel silenzio irreale di una sala di rianimazione. È infine la prova che una madre può strappare alla morte una creatura che si credeva perduta, soffiandole in viso il calore della propria anima in rivolta.» Nantas Salvalaggio, Libero
«Commovente, straziante, lucido, coinvolgente.» Silvia Perazzino, il Nuovo
«Storia esemplare di vita vera e di coraggio, quella dell’Arca di Nina conduce chi, leggendo, si mette sulla sua scia, a quelle porte misteriose dell’essere che tutti – anche senza esser chiamati a una lotta così tenace – abbiamo dovuto varcare. A descriverle, la voce smagata, disincantata (perfino ironica con il senno di poi) di una madre che, tra l’altro, anche nella fase più acuta del suo dramma, tutto sperava tranne una cosa soltanto: essere compatita o, peggio, consolata.» Alessandra Iadicicco, il Giornale
«Qualsiasi racconto di dolore, quando diventa arte, si espande fino a comprendere il rapporto più vasto con l’esistenza, le sue ombre, in quel gioco alchemico di fughe e di ritorni in noi stessi, di slalom tra gli altri da noi. Quanta consolazione e forza possono scaturire da una storia di debolezze estreme e quanta forza si può acquistare nel ritrovarsi in queste, rigo dopo rigo, fino all’ultima pagina. Forse Anna scoprirà anche la sua missione, quando avrà fatto decantare tutto. Un bel libro, oggi, è un farmaco difficile da trovare ed è nostro dovere tendere la mano e poterlo offrire a chi ci chiede l’elemosina di una consolazione.» Vittoria Haziel, Storie
«Un diario di guerra, quotidiano, dove la forza della disperazione, l'umana resistenza e l'umanissima fragilità, insieme al senso dell'umorismo e a una magnifica scrittura narrativa aprono l'oblò dell'incubatrice, e mostrano un universo lillipuziano dove non si va quasi mai a guardare perché, in fondo, solo un bambino su cento nasce prematuro.» Maurizio Crosetti, il Venerdì di Repubblica
«È un diario tenero, diretto, brutale, a tratti straziante, impietoso nel senso che non vuole suscitare pietà e compassione. Scritto con la lucidità della brava cronista e la mancanza di pudore di una donna pazza di dolore.» Il Secolo XIX
«[L'Arca di Nina] non è un libro edificante, ma soltanto un bel libro... una storia fatta di dolore, di paura, ma anche di gioia e perfino di cambiamenti spirituali.» Vera Schiavazzi, La Repubblica
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Anna Sartorio, nata nel 1968 a Torino, si è laureata in lettere e filosofia con una specializzazione in storia del cinema. Lavora come giornalista e ha collaborato con diverse testate, tra le quali la Repubblica, Il Giornale e Libero. Vive con il marito e le due figlie, Bianca e Nina, tra Torino e San Sicario.
Titoli di Anna Sartorio nel catalogo TEA
L'Arca di Nina
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1980 |
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