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ADOLFO BARAVAGLIO- GABRIELE VIDANO- LETIZIA MOIZZI

Perché mi torturate?
Storia dell'uomo rinchiuso in una gabbia grande quanto il suo corpo

STORIE VERE

Esperienze  81;
pp. 160;

Prima edizione   Euro 10,00

ISBN 978-88-502-1518-8     

Prima edizione 2007


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Adolfo Baravaglio ha cinquantadue anni e da diciotto, in seguito a un incidente d’auto, è tetraplegico, bloccato in un letto. Può muovere solamente il collo, le spalle e il braccio destro, ma non la mano. Con la morte di Piergiorgio Welby il dibattito sull’eutanasia si è di nuovo spento, e da allora Adolfo si sente più solo che mai nel combattere la sua battaglia: «Ci obbligano a marcire in una gabbia grande quanto il corpo; va rispettato il principio secondo cui un essere umano non può disporre della propria vita: un dogma, un credo religioso che ci impone lo Stato. Io invoco una vera e propria legge sull’eutanasia». Una battaglia che l’ex operaio di Biella sta portando avanti da tempo e che lo ha spinto a raccontare la sua vita o, meglio, ciò che ne è rimasto dopo anni di pressoché totale immobilità. «La sofferenza di Adolfo all’apparenza non ha nulla di glorioso, la sua non assomiglia a una vita ricca di avventure che si conclude col sacrificio dell’eroe, il suo caso non è nemmeno una bella scena dell’orrore fine a se stessa. È dolore subdolo, indifferente, senza eco, di animali lasciati a marcire in una gabbia, dei quali si devono soffocare i lamenti, pezzi di carne viva senza dignità, disgustoso orrore, bruttura e basta, da dimenticare, da non pensarci se vuoi vivere tranquillo», dice Gabriele Vidano, che ha raccolto la testimonianza di Adolfo, dando vita insieme a Letizia Moizzi, che ha invece ripreso le parole di Agnese, la moglie di Baravaglio, a un libro che, nella sua essenzialità e durezza, aiuta a comprendere e soprattutto offre un importante contributo a un dibattito di rilevanza cruciale.

     
LA STAMPA
«Un testo dai toni duri, ben diverso dalle opere dedicate allo stesso tema. Qui il viaggio terreno di Adolfo viene autodescritto senza perifrasi o pudiche censure. Una lenta discesa in un horror senza speranza.»
LA STAMPA

«Un pugno nella coscienza, dove non fanno presa i giri di parole.»
IL GIORNO

«La storia di Adolfo Baravaglio... non si nutre degli "eroismi" di chi, in qualche misura, già era eroe nella prima vita. L'effetto, immediato, è quello di un pugno nello stomaco.»
CORRIERE DELLA SERA

     
Adolfo Baravaglio è nato nel 1955 in provincia di Biella. In seguito a un incidente d'auto avvenuto il 30 aprile 1989 ha riportato un trauma a livello della colonna vertebrale cervicale che lo ha lasciato in una condizione di tetraplegia pressoché completa.

Titoli di Adolfo Baravaglio nel catalogo TEA
Perché mi torturate?

Gabriele Vidano, 33 anni, è laureato in biologia e insegna matematica e scienze alle scuole medie inferiori. È responsabile dell'ufficio di zona Biella/Vercelli di Exit-Italia, centro di studi e documentazione sull'eutanasia.

Titoli di Gabriele Vidano nel catalogo TEA
Perché mi torturate?

Letizia Moizzi è giornalista. Ha lavorato per quasi quindici anni a «Il Giornale» di Indro Montanelli, prima di passare a «La Voce». Ha collaborato inoltre con «L’Indipendente», con la Rai per il settimanale «TV7» del TG1 e con le pagine milanesi de «La Stampa».


Titoli di Letizia Moizzi nel catalogo TEA
Perché mi torturate?


     

1980 

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