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Oggi siamo vivi

Numero di pagine
298
Formato
Brossura fresata
Su licenza di
Nord
Ean
9788850248834
Una bambina ebrea e un soldato tedesco: un'amicizia più forte dell'odio

1944. I tedeschi stanno arrivando. Il prete di Stoumont, nelle Ardenne, ha un'unica preoccupazione: mettere in salvo Renée, un’orfana ebrea nascosta nella canonica. E, d’un tratto, il miracolo: una jeep con a bordo due soldati americani si ferma davanti alla chiesa e lui, di slancio, affida loro la piccola. Quei due soldati, tuttavia, di americano hanno solo le divise. In realtà si chiamano Hans e Mathias e sono spie naziste. Arrivati in una radura, Hans prende la pistola, Renée sa che sta per morire, eppure non ha paura. Il suo sguardo si appunta su Mathias. È uno sguardo profondo, coraggioso. Mathias alza la pistola. E spara. Però è Hans a morire nella neve. Davanti a Mathias e Renée c’è solo la guerra, una guerra in cui ormai è impossibile per loro distinguere amici e nemici. E i due cammineranno insieme dentro quella guerra, verso una salvezza che sembra di giorno in giorno più inafferrabile. Scopriranno che il loro legame – il legame tra un soldato del Reich e una bambina ebrea – è l’unica cosa che può dar loro la speranza di rimanere vivi…

Prix des lycéens de Littérature 2017

Renée lasciò cadere la bambola. Il soldato le puntava la pistola alla testa, ma non riusciva a premere il grilletto. L’altro soldato, più lontano, vide che gli tremava il braccio. «Lascia fare a me.» Estrasse la pistola e la puntò sulla piccola ebrea. Lei non era più niente, era solo una figura senza volto destinata a sparire. Armò. Renée si chiese che faccia avesse l'uomo che stava per ucciderla. Voleva vederlo. Voleva che lui la vedesse. Così si girò lentamente, finché i suoi occhi non incontrarono quelli di lui. Il tedesco sparò. Renée chiuse le palpebre per un istante; quando le riaprì, il primo soldato era riverso nella neve, con un’aria sbalordita dipinta in volto. Ci mise qualche secondo a capire che non era stata colpita. Guardò l’uomo a terra, poi di nuovo l’altro, che sembrava tanto sorpreso quanto lei.

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