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Il nuovo venuto

Firenze, dicembre 1965. Un uomo viene trovato ucciso nella sua abitazione: l'assassino gli ha conficcato un paio di forbici nella nuca. Del morto si conosce la professione, redditizia quanto disgustosa: era un usuraio, e la gente, quasi a segnalarne l'estraneità, lo chiamava «il nuovo venuto». Da un primo sopralluogo non emergono indizi significativi, e sarà l'autopsia del medico legale Diotivede a fornire la prima traccia in un mistero tutto da chiarire. Il commissario Bordelli, chiamato a far luce su un delitto che suscita in lui sentimenti contrastanti ' il bisogno di far giustizia ma anche una profonda ostilità per la vittima ', si appresta a un'indagine quanto mai ardua...
Edizione speciale con «Il Vangelo secondo Ennio» (ricette per Bordelli).

«Vichi ha dato vita a un'affascinante figura di inquirente, che realisticamente sembra portare su di sé tutto il peso dei mali del mondo e si aggira per la città come un lupo ferito, soprattutto dai suoi ricordi.»

«Ciò che interessa in queste storie di Vichi non è solo il plot romanzesco, ma anche il ritratto vivido che riesce a restituire di una Firenze popolare, ormai dimenticata, con tutti i suoi personaggi secondari che il narratore sa ritrarre con arguzia e con tratti quasi espressionistici.»

«Tra dialoghi accesi di vivace ' o dolente ' quotidianità e un lento rincorrersi degli eventi delittuosi, vediamo crescere la sicurezza di Vichi e del suo personaggio, in un'epoca che diventa strumento narrativo, in un terreno che non è solo cronaca, ma che dalla cronaca trae gli spunti essenziali per un recupero seriale della memoria di un'Italia ormai archiviata.»

«[Marco Vichi] qui raggiunge i vertici della sua arte narrativa. Sia per la trama, articolata e complessa, sia soprattutto per l'insieme dei temi che l'autore tocca e per i quali vale pena spendere il termine 'civili'.»

«Bordelli ha preso il cuore dei suoi lettori. E sembra non volerlo più lasciare.»

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