Dove siamo Via Gherardini, 10 - 20145 Milano
Tel 02 34597625
Seguici su
Dove siamo Via Gherardini, 10 - 20145 Milano
Tel 02 34597625
Seguici su

Sapore amaro

Numero di pagine
328
Formato
Brossura
Traduttore
DIANO FRANCESCA
Su licenza di
Guanda
Ean
9788850260935

In un limpido lunedì di ottobre Srilakshmi, brillante scrittrice trentacinquenne e docente di zoologia, si toglie la vita. Sembra che nessuno conosca il motivo del suo gesto, ma le voci girano, le teorie si rincorrono e il suo nome diventa quasi leggenda. Tutti parlano di lei. Tutti, tranne Markose, un amore folle e sbagliato che le aveva tolto la dignità e che ora vuole portarsi via anche un pezzo della sua anima. Cinquantadue anni dopo, in un resort sul fiume Nila, si intrecciano i destini di donne diverse per età, provenienza e cultura. Urvashi, giornalista di successo con un matrimonio ormai esausto, è nel resort per sfuggire a un ex amante che non accetta la fine della loro relazione. Qui incontra Najma, che si cela sotto un burqa. Sfregiata con l’acido per aver rifiutato una proposta di matrimonio, privata per sempre del proprio volto e dell’amato lavoro di insegnante, Najma non ha perso la fierezza e la caparbietà. Colpita da tanto coraggio, Urvashi trova la forza di affrontare il suo stalker. Per scappare al proprio orco, Megha, invece, che ha solo sei anni, trova riparo all’interno di un vecchio armadio in una stanza del resort. Ma proprio in quell’armadio è rimasta intrappolata l’anima di Srilakshmi, che non trova pace: la sua storia, il sapore amaro di una passione appena assaggiata ma che non può essere vissuta liberamente, racchiude e simboleggia la lotta e la resistenza di tutte le altre.
Un romanzo intenso ed emozionante, in cui l’autrice di Cuccette per signora racconta la condizione femminile in India, attraverso vite di donne spesso segnate dal dramma e dalla violenza, ma anche capaci di rialzarsi e rinascere.

DAL LIBRO

Forse non ero la vespa solitaria che avevo pensato di essere. Potevo essere una donna come tutte le altre. Potevo desiderare e sognare. Le mie storie non avrebbero più narrato di donne ai margini della vita. Avrei scritto di donne traboccanti d’amore; di donne che si abbandonano a un uomo, sapendo che non se ne andrà.

Condividi