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Numero di pagine
416
Formato
Brossura
Traduttore
Barbara Ronca
Su licenza di
Nord
Ean
9788850260287
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Altre edizioni

Jean McClellan è diventata una donna di poche parole. Ma non per sua scelta. Può pronunciarne solo cento al giorno, non una di più. Anche sua figlia di sei anni porta il braccialetto conta parole, e le è proibito imparare a leggere e a scrivere.
Perché, con il nuovo governo al potere, in America è cambiato tutto.
Jean è solo una dei milioni di donne che, oltre alla voce, hanno dovuto rinunciare al passaporto, al conto in banca, al lavoro. Ma è l’unica che ora ha la possibilità di ribellarsi.
Per se stessa, per sua figlia, per tutte le donne.

[limite di 100 parole raggiunto]

OGNI GIORNO PRONUNCIAMO IN MEDIA 16.000 PAROLE
 
PAROLE CHE USIAMO PER LAVORARE
PER CHIACCHIERARE CON GLI AMICI
PER ESPRIMERE LA NOSTRA OPINIONE
 
MA, SE NON FACCIAMO SENTIRE LA NOSTRA VOCE,
CI RIMARRÀ SOLO IL SILENZIO…

 

Intelligente, pieno di suspense, provocatorio, a tratti sconvolgente. Tutto ciò che un grande romanzo dovrebbe essere.

Se improvvisamente ti fosse imposto un numero limitato di parole al giorno, cosa faresti per essere ascoltata? Vox interpreta alla perfezione lo spirito del nostro tempo.

Un romanzo distopico che fa venire voglia di battere i pugni e farci sentire.

Promette di far scalpore.

Un Racconto dell’ancella per la nostra epoca, che ci ricorda quanto sia preziosa la possibilità di far sentire la propria voce.

Un romanzo che fa riflettere e che trasmette un messaggio davvero potente.

«Se improvvisamente ti fosse imposto un numero limitato di parole al giorno, cosa faresti per essere ascoltata? 'Vox' interpreta alla perfezione lo spirito del nostro tempo.»

«Un romanzo che fa riflettere e che trasmette un messaggio davvero potente.»

«Un 'Racconto dell’ancella' per la nostra epoca, che ci ricorda quanto sia preziosa la possibilità di far sentire la propria voce.»

«Intelligente, pieno di suspense, provocatorio, a tratti sconvolgente. Tutto ciò che un grande romanzo dovrebbe essere.»

DAL LIBRO

Se qualcuno mi dicesse che in una settimana potrei far fuori il presidente e il Movimento per la Purezza, non gli crederei. Ma non potrei nemmeno contraddirlo. Non potrei dire niente. Stasera, a cena, prima che pronunci le ultime sillabe della giornata, mio marito dà un colpetto al dispositivo argentato attorno al mio polso sinistro. Un tocco leggero, come per condividere il mio dolore, o forse per ricordarmi di rimanere in silenzio fino a mezzanotte, quando il contatore si resetterà. Il contatore di mia figlia Sonia farà lo stesso. I miei figli maschi, invece, non hanno nulla al polso.

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