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La guerra acerba

Numero di pagine
216
Formato
Brossura
Ean
9788850213207

In questo romanzo non si racconta «la guerra vista da dietro le quinte» ' in guerra non vi è nulla di teatrale e di fittizio ' bensì la graduale scoperta, da parte di un'adolescente, che le parole gonfie di retorica dei bollettini radiofonici fascisti e le bandierine spostate sulla «carta geografica dell'Impero» servono solo a nascondere l'orrore di ogni guerra e il dolore che ne deriva.
Nella normale vita di una ragazzina quattordicenne, tra la disciplina del collegio e le libertà estive, i balli serali e le passeggiate in bicicletta, se la guerra appare inizialmente sotto le trionfalistiche spoglie di eroici combattenti, ben presto cominciano a filtrare le prime drammatiche notizie sui soldati italiani mandati allo sbaraglio, nei rigori invernali prima del fronte greco e poi di quello russo. Ma sia la lettera inviata al Duce, per «infondergli coraggio», dalla protagonista insieme a un'amica, sia i fioretti collegiali per propiziare la vittoria finale, non potranno evitare la disfatta e i caotici giorni di incertezza che seguiranno all'otto settembre, tra bombardamenti aerei, rastrellamenti dei soldati tedeschi e repubblichini e finanche razzie di cosacchi'
Lungo tutto il romanzo, è la Storia, o piuttosto la follia di pochi, che scrive e riscrive, intreccia e poi disfa la vita delle persone, i loro umili eroismi e le loro viltà, siano giovani ebrei fuggiaschi o intere famiglie sfollate in montagna. Come sarà sempre la Storia a decidere gli sviluppi di un amore fatto sì di baci non dati e carezze mancate ma anche forte di gesti gentili appena accennati e pieni di promesse.
Infine, il ritorno alla normalità, che lascia aperte molte domande su quel che in seguito è stato fatto e sul molto che ancora ci sarebbe da fare: «Così finì la guerra, come un tuono che si perde in lontananza. Poi, nel silenzio delle armi, si cominciò a pensare alla ricostruzione: non solo delle cose, ma anche delle persone, della loro identità, che aveva subito danni non meno gravi di quelli materiali.»

«Una testimonianza sofferta, quella della Parca, che fa riflettere su quegli anni terribili di sofferenza e di dolore... [un] romanzo bellissimo.»

«Un libro bello, intenso, necessario e per niente ennesimo.»

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