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La spada del destino

Collana
SuperTEA
Numero di pagine
448
Formato
Brossura
Traduttore
Raffaella Belletti
Su licenza di
Nord
Ean
9788850266739

LA SAGA CHE HA ISPIRATO THE WITCHER
LA SERIE EVENTO DI NETFLIX

Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri. Ed è il migliore: solo lui può sopraffare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un'orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio… Geralt però non è un mercenario senza scrupoli, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l'unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago e perdere Yennefer per sempre, o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore...

La saga di The Witcher
Il guardiano degli innocenti
La spada del destino
Il Sangue degli Elfi
Il tempo della guerra
Il battesimo del fuoco
La Torre della Rondine
La Signora del Lago
La stagione delle tempeste

La serie di romanzi di Andrzej Sapkowski ritorna (finalmente) ad essere un caso letterario.

Uno dei migliori esempi di fantasy moderno.

Leggere Sapkowski è come farsi ammaliare da un potente incantesimo.

Geralt di Rivia è il Witcher creato dalla penna raffinata di Andrzej Sapkowski, autore polacco di una delle saghe fantasy di maggior successo.

Un mondo fantasy che gareggia per dimensioni e importanza con quello del Trono di Spade.

DAL LIBRO

«Yennefer.» «Geralt. Perché ti sei unito a noi?» «Se ti dico che è per te?» Allungò una mano verso di lei. «Se mi tocchi ti brucio gli occhi. Che cosa ti è saltato in mente? Quattro anni... Ah, ma ormai mi è passata, ed è unicamente per questo se non ti ho sputato in faccia non appena ti ho visto.» «Yennefer...» «Taci! Io non sono un'elfa incontrata nel bosco, che un bel mattino si può piantare in asso senza svegliarla. Tra te e me non c'è più niente. Niente, hai capito? Ma non significa che ti abbia perdonato. Non ti perdonerò mai, strigo. Mai.» Si girò di scatto e se ne andò. Geralt guardò il cielo blu scuro al di sopra della linea nera delle montagne. Aveva voglia di ridere. Non sapeva perché.

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