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Il ritorno del colonnello Arcieri

Numero di pagine
364
Formato
Brossura fresata con alette
Ean
9788850240081

Parigi, maggio 1968. Tra i passanti che osservano dal marciapiede gli studenti in rivolta invadere i boulevard c'è anche Bruno Arcieri. A Parigi Arcieri si sta nascondendo: da chi ha cercato di ucciderlo, dai ricordi, dai rimorsi, dai fantasmi del passato. Si fa chiamare Marcel, aiuta nella cucina di un bistrot e si è fatto pure crescere la barba. Ha trovato anche uno sguardo amico, quello di Marie, ma è inquieto, si sente braccato, ed è stufo di scappare. Così, quando gli «amici» gli consigliano di lasciare la città e cercarsi un altro rifugio, magari in Spagna, Arcieri non ci sta. Sì, lascerà Parigi, ma per tornare a Firenze, per saldare i conti sospesi, fare chiarezza, forse giustizia, e combattere un'altra battaglia, anche se dovesse essere l'ultima. Alla fine di un viaggio avventuroso, l'uomo che il 15 maggio 1968 scende dal treno alla stazione di Santa Maria Novella non è più Marcel, è il colonnello dei Carabinieri Bruno Arcieri. È tornato, e non per stare a guardare.
Leonardo Gori torna con questo romanzo di grande intensità al suo personaggio più complesso e amato, un servitore dello Stato critico, forte e profondamente leale; che dello Stato ha condiviso ambiguità, disastri e grandezze, finendo col portarne le stesse cicatrici.

«Gori ha grandi doti narrative. I suoi romanzi suscitano emozioni, creano immagini, ci fanno viaggiare nella storia recente del nostro Paese.»

«Potremmo definirlo un eroe del nostro tempo.»

«Bruno Arcieri attraversa i decenni più intricati del Novecento italiano e di quest’epoca ci restituisce, inchiesta dopo inchiesta, un ritratto vivido, lucido e indignato. Una serie intensa e coinvolgente per ripercorrere in giallo le pagine più nere del nostro recente passato.»

«Bruno Arcieri è ormai divenuto un punto fermo del nostro immaginario: un vecchio amico che ogni volta ci sorprende con le sue imprese. Dove al rigore della ricostruzione storica, e all'intrigo e alla tensione delle vicende evocate, si accompagna però sempre una vena di sano e gioioso divertimento del narrare.»

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