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Noi moriamo a Stalingrado

Numero di pagine
284
Formato
Brossura
Su licenza di
Longanesi
Ean
9788850228560

Settantasette italiani di modeste pretese e d'infinita pazienza precipitati nel peggior mattatoio della seconda guerra mondiale: Stalingrado. Spettatori del dramma più fosco vissuto da un milione di uomini, appartenevano quasi tutti a due autoreparti, avevano portato guastatori e rifornimenti alla 6a armata tedesca di Paulus e dovevano rientrare dopo aver riempito gli autocarri con la legna per affrontare l'inverno. Furono invece bloccati dall'avanzata dell'Armata Rossa alla fine di novembre del 1942. La loro lenta agonia è raccontata dalle lettere spedite a casa, in cui niente traspare della situazione e dell'ansia: all'apparenza tutti affermano di star bene e di essere lontano dai pericoli. Ripetono l'accorato appello di mandare notizie, di non dimenticarli. Ma in gennaio affiora nei saluti a genitori, mogli e figli la fine di ogni speranza. Dopo la resa, prigionia, malattie e sconforto falcidiano i sopravvissuti. Solo due rivedranno l'Italia.

Con una nuova introduzione dell'autore.

«Gli italiani [a Stalingrado] spariscono nel nulla. e nel nulla resterebbero se oltre sessant'anni dopo Alfio Caruso non avesse ricostruito pezzo per pezzo la loro vicenda. Un libro duro...»

Gli altri libri di Alfio Caruso

Caporetto

1960

Con l'Italia mai!

Un secolo azzurro

La battaglia di Stalingrado

L'onore d'Italia

In cerca di una patria

Arrivano i nostri

Italiani dovete morire

Tutti i vivi all'assalto

Il lungo intrigo

L'uomo senza storia

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