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I girasoli di Odessa

Numero di pagine
368
Formato
Brossura fresata con alette
Ean
9788850274956
In libreria dal
19 Maggio 2026

Primavera 1948. Arcieri insegue una verità impossibile tra le ombre più cupe della Guerra Fredda.

Il colonnello Bruno Arcieri, ufficiale dei Servizi segreti italiani, vive la fase più critica della sua storia d’amore con Elena, che lo ha addirittura incaricato, con una punta di crudeltà, di vendere il suo villino liberty di Firenze. In tale malinconico frangente, viene avvicinato in modo informale da un misterioso emissario estero, che lo recluta per una missione particolarmente rischiosa: dovrà addirittura essere paracadutato nei pressi di una cruciale città dell’Est, per rintracciare un agente in incognito, depositario di informazioni vitali che coinvolgono l’Unione Sovietica. Con ancora vivo nella mente il ricordo dei terribili fatti avvenuti nel 1941 a Stalino, Arcieri viene proiettato all’improvviso in una girandola vorticosa di eventi che lo portano in luoghi esotici e imprevisti, in città antiche e meravigliose, tra fughe precipitose, appuntamenti mancati, assassini efferati e inseguimenti all’ultimo respiro. Un viaggio durissimo, che segna il traguardo del suo percorso di disillusione iniziato anni prima, ma anche il punto di partenza per una possibile rinascita personale, durante il quale Arcieri sarà costretto a scegliere tra obbedienza, coscienza e amore, sullo sfondo cupo e nebbioso della nascente Guerra Fredda.

Ci sono personaggi immaginari che attraversano, raccontano e illustrano perfettamente la Storia italiana più oscura. Ecco, Bruno Arcieri è così. Però non basta. Bisogna anche saperla scrivere, quella Storia, con forza e magia. Ecco, Leonardo Gori fa così.

DAL LIBRO

Il grave stato di necessità non smorzava il senso di colpa di Arcieri. Per tutta la vita aveva cercato di mantenere non tanto un'assoluta rettitudine, cosa impossibile per il mestiere che faceva, ma almeno la decenza morale. Prima della guerra aveva finto a sé stesso, con tutte le sue forze, di essere al servizio dell'Italia, non del fascismo, che al tempo si augurava sarebbe prima o poi passato, senza strepiti e sangue. Poi l'aveva combattuto, armi in mano, per ritrovarsi invischiato nel Dopoguerra in trame oscure, vittima lui stesso di intrighi e ingiustizie. E adesso usava le stesse armi dei suoi nemici ideali.

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