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Una brutta faccenda

Collana
Gialli TEA
Numero di pagine
264
Formato
Brossura fresata
Su licenza di
Guanda
Ean
9788850267170

Ancora un caso per il commissario Bordelli, e questa volta è una brutta faccenda. Siamo nell’aprile del ’64, ma la primavera non si decide proprio ad arrivare. Firenze è coperta da un cielo grigio e umido, un cielo triste che non annuncia niente di buono. Così come niente di buono annuncia l’arrivo in commissariato di un ometto piccolo piccolo che, con l’aria allarmata, chiede insistentemente di essere accompagnato da Bordelli. È Casimiro, il suo amico nano, che ha appena scoperto il cadavere di un uomo in un campo sopra Fiesole. Bordelli si precipita sul luogo del delitto, ma del corpo non c’è traccia: soltanto una bottiglia di cognac francese e un cane che cerca di azzannarlo. Passano pochi giorni e, tra i cespugli del Parco del Ventaglio, viene trovato il corpo senza vita di una bambina con segni di strangolamento sul collo e, sulla pancia, quelli di un brutto morso. La pioggia continua a cadere su Firenze quando una telefonata informa che è stato rinvenuto un altro corpo, di nuovo una bambina, di nuovo un assurdo omicidio con quel morso che sembra quasi una macabra firma. E anche stavolta nessun sospetto o indizio che lasci intravedere la faccia del mostro. Inoltre Casimiro sembra svanito nel nulla come quel primo, misterioso cadavere. Davvero una brutta faccenda per il commissario Bordelli e per la sua squadra, una faccenda che potrebbe diventare un incubo senza fine…

Con «Le strade di Bordelli»: foto di Yari Marcelli e didascalie dell'autore

Il commissario Bordelli, magnetico e malinconico come un eroe di Chandler.

Il commissario Bordelli, un antieroe disilluso ma assolutamente autentico nelle ragioni del suo esistere. Un uomo che riconosci come vero e che non è facile dimenticare.

C'è un nuovo sceriffo in città. Il commissario Bordelli, con la sua sanguigna umanità tutta italiana e tutta toscana, si inserisce oggi nella grande tradizione dei De Vincenzi e dei Duca Lamberti: poliziotti complessi e tormentati che raccontano un'Italia ingenua e cattiva che ancora non sapeva di essere così noir.

Ci piace, il commissario Bordelli, per quel clima nostalgico da 'come eravamo', per un'attenzione, che ci ricorda i libri di Pratolini, all'esistenza e ai ritratti della gente comune... un poliziotto che ha qualcosa di chandleriano.

Una tormentata figura di investigatore e un'Italia meno cinica ma non meno cattiva di oggi.

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