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Pelle di leopardo

Numero di pagine
496
Formato
Brossura fresata con alette
Su licenza di
Longanesi
Ean
9788850264179
Terzani racconta il Vietnam: una guerra che fu il mito e l'emblema di una generazione

Quando, nel 1972, Tiziano Terzani arrivò in Vietnam, era – come scrive lui stesso – un giovane corrispondente «ottimista, sorridente e speranzoso». Consegnò la propria esperienza di testimone della guerra al diario che l’anno dopo apparve col titolo di Pelle di leopardo. Si ritrovò di nuovo in Vietnam nel 1975, e fu uno dei pochissimi giornalisti occidentali testimoni della liberazione di Saigon. Giai Phong!, pubblicato nel 1976 ricostruisce i retroscena diplomatici e di guerra di quei mesi febbrili. Riproposti insieme dopo oltre venticinque anni, e con una nuova introduzione dell’autore, i due libri, scritti letteralmente tra due fuochi, descrivono non solo le battaglie e gli orizzonti della guerra, ma anche la sofferenza delle popolazioni civili, il cambiamento materiale e morale dopo la fine degli scontri, tra fabbriche e chiese, rancori e perdoni. Appassionante resoconto di un viaggiatore instancabile, testimonianza preziosa per capire il passato, documento ormai storico, che va oltre la guerra, il tempo ci riconsegna queste pagine nella loro intatta verità e bellezza, come accade soltanto ai veri scrittori.

«Per la mia generazione il Vietnam è stato un test di moralità. Perché, insomma, io sono cresciuto leggendo i grandi dell’epoca precedente  e avevo dei miti, cavolo se li avevo! Edgar Snow in Cina, Hemingway e George Orwell in Spagna, accidenti, per me erano un mito! Io li leggevo e dicevo “Madonna, io potrei essere così!” Per questo, quando ho avuto l’occasione di andare in Vietnam, quella era la mia Spagna, quella era la mia guerra.»

Pochi inviati, durante la guerra del Vietnam, hanno saputo scrivere pagine di grande giornalismo come Terzani.

DAL LIBRO

La guerra è una cosa triste, ma ancora più triste è il fatto che ci si fa l'abitudine. Il primo morto, quando l'ho visto, stamani, rovesciato sull'argine di un campo con le braccia aperte, le mani magrissime piene di fango e la faccia gialla, di cerca, con gli occhi vuoti a guardare il cielo, mi ha paralizzato... Non si può parlare, scrivere di questa o di un'altra guerra, se non la si va a vedere, se non si è disposti a condividerne i rischi.

Gli altri libri di Tiziano Terzani

In Asia

Fantasmi

In America

Un'idea di destino

Un altro giro di giostra

La porta proibita

Buonanotte, signor Lenin

Un indovino mi disse

Lettere contro la guerra

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